Come sapete, sulle pagine della Concessionaria Quacquarelli, c’è sempre spazio per il CEO di Renault, Luca de Meo, che recentemente ha rilasciato un’intervista a “Il Corriere della Sera”. Il CEO del Gruppo Renault, nonché Presidente di Acea, ha espresso la volontà del Gruppo di investire in Italia. De Meo però avverte: “Se la porta è chiusa, peccato. Investiremo in Spagna o altrove”. C’è poi spazio sul tema auto elettriche, visto che il CEO ha ribadito che serve una superiore flessibilità in merito alle scadenze.
Luca de Meo: Renault è pronta ad investire nel Bel Paese, ma si può guardare altrove…
“La nostra proposta è buona per l’Italia, potenzierebbe le infrastrutture di ricarica e aiuterebbe gli italiani a viaggiare con l’auto elettrica”. Luca de Meo è sicuro delle sue dichiarazioni, come lo è in merito al fatto che la proposta avanzata dal Gruppo francese per l’Italia potrebbe portare più posti di lavoro. Chiaramente, si aspetta anche una eventuale “porta chiusa”: “Se la porta è chiusa, peccato: investiremo in Spagna o altrove”.
Chiaramente non gli si può certo dare torto. Se non trova terreno fertile, il progresso deve pure andare avanti, ed è per questo che aggiunge: “I cinesi hanno visto molto presto l’occasione di un salto tecnologico con le auto elettriche, mentre da noi si discuteva ancora di diesel. Hanno preso una generazione di vantaggio”, per poi aggiungere: “Non dobbiamo politicizzare il tema dei dazi. Per me è una questione tecnica e legale. Abbiamo le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e dobbiamo rispettare il principio di reciprocità”.
C’è poi il tema “scadenze” da rispettare, in tema “passaggio” al green. Al momento la maggior parte dei Paesi pare non abbia superato una quota di mercato del 5% con le auto elettriche. La richiesta è quella di superare il 20% entro il 2025. In questo, il CEO sottolinea che “L’ecosistema deve andare avanti insieme”, ed il problema è che “le norme europee sull’auto sono state fatte senza un’analisi esaustiva degli impatti”. “Oggi l’idea di una strategia industriale è più presente, ma serve un po’ più di flessibilità nel calendario delle scadenze”. Abbandonare l’obiettivo “…sarebbe un grave errore strategico. L’industria europea dell’auto ha investito decine di miliardi di euro in questa transizione. Li buttiamo dalla finestra? No. Il potere politico non può cambiare idea in un momento in cui tutti i nostri sforzi si stanno concretizzando con l’arrivo di nuovi modelli. Non dobbiamo rifiutare il progresso”. Vi manterremo aggiornati sulle pagine della Concessionaria Quacquarelli.
